NON SI BUTTA VIA NIENTE

Ciao mi chiamo Giorgia e apro questo blog per puro divertimento per condividere le mie passioni: Serie tv, immondizia, musica, magia, e passioni varie...meglio se scure...meglio se primi anni 80..blog over 40.

Diario di un vampiro

Diario di un vampiro
Fatto per un gioco di ruolo, il committente...puro brivido.

venerdì 17 novembre 2017

MALEFIZI e CONTROFATTURE

Ho rieditato i miei libri sui MALEFIZI E CONTROFATTURE

Una piccola raccolta ingenua e basica sui malefici confessati dai poveri cristi caduti nelle maglie dei processi dell'inquisizione europea per stregoneria.

Naturalmente quello che è interessante non sono le "ricette" ma le fonti, che troverete a fine libro e la rilegatura eseguita come per tutti i  miei lavori in stile medievale.
Mi sono dedicata essenzialmente alle fonti Italiane che mi permettono una verifica e comparazione  più attenta.
Questo lavoro è stato realizzato grazie alla collaborazione dei miei amici medievalisti,  antropologi e neo laureati in giurisprudenza che mi hanno "passato" succulente informazioni e cartigli "cavati" dagli atti dei processi dell'inquisizione di varie regioni italiane e studi antropologici sulle credenze popolari Venete ed Emiliane.

 Ognuno si farà le sue considerazioni, io ho notato come nel basso medioevo le streghe si rechino poco ai sabba, la magia descritta è naturale, poi nel rinascimento arriva il diavolo, la magia diventa cerimoniale evocativa, arrivano gli esorcisti, per poi ritornare nel 1700 ad una magia "pratica".

Cambiano le "streghe" o cambiano gli inquisitori?
Arriva la controriforma ed è tutto un proliferare di diavoli e spiriti, poi la ragion veduta del 1700 ci riporta a terra, gli inquisitori non hanno più in animo di ricercare un collegamento col  maligno.

La chiesa cattolica frena, Roma non vuol tanti roghi è il popolino locale che vuol bruciar streghe, sono alcuni inquisitori forse misogini e con qualche problema relazionale che voglion "estirpare" questo male.
Francesco Barberini Vescovo
membro della Congregazione del Sant’Uffizio, di cui fu segretario   dal 1633 fino alla morte nel 1679  è colui che tiene i rapporti con gli inquisitori locali, lui non crede tanto alle possesioni diaboliche di massa, in certi passi è anche spiritoso. Ne vede e ne sente di cotte e di crude, è chiaro che capisce che la maggior parte delle accuse sono ritorsioni di vicini e compaesani.
Sa che dentro ai conventi il tempo non passa, dove ci son monaci e suore vicino non è di solo amor spirituale che si cibano quelle anime, e ci vuole veder chiaro in certe iniziative discutibili come
l' apertura ne 1665 di un nuovo carcere a Bologna per rinchiudervi le ‘donne malefiche’.
 Carteggi e lettere, succulenti estratti di vita della seconda metà del '600, ma tutto ciò non lo troverete nel mio libro che è solo una raccolta di testimonianze, per lo più dirette, di coloro che con un "aiutino" confessavano "spontaneamente" le loro pratiche magiche.

Ecco un esempio di come è strutturato il libro:



Caterina della Libera
Di Carano
Val di Fiemme
1505
Bruciata  confiscati 20  fiorini

 Scatenar tempeste

Ite con  altre streghe al sabba. Pigliate molte pietre grandi come una nocciola e chiamate il Diavolo. Il Diavolo comparirà e butterà nel cielo le vostre pietre invocando la tempesta che si abbatterà  sulla terrà dopo poco.

Spillare latte dal muro

Prendete una corda di canapa e attaccatela al muro con uno chiodo. Pronunciate così: “ensi fora lacte, in el nome dello diabolo.”
Il latte verrà fuori dalla corda.


ELENA NANNI L’Iincantatrice

di Travale

Volterra (Pisa)
1423
Confiscati tutti i beni, torturata, allontanata da Volterra

Provocare il malium tempus.

recita queste parole:
«Idio sia in alto el tal luogo sia in transo e nugola sopra de quello luogo dove vuole fare piovere e venire maltempo».



Per far giungere qualcuno presso di sé.
Recita per cinque domeniche consecutive:
“veniri ad se aliquem sive aliquam mulierem –“.


Malattie e infermità.
recita:
«Idio in ultu el tale sia in transo e nugola sopra di lui febre terçana, quartana, noctaia e boctaia e ogni febre amara sia sopra di lui»
sopra un indumento appartenente alla vittima  «e poi facta questa malia»,  tagliane un pezzo, cucilo «socto la pianta del piede nella calça sichè stia socto el piede». E immediatamente la vittima cadrà in «grande infrermità».


 






 

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